Info Zanzibar

ISOLE AL LARGO

Ci sono numerose isole al largo della costa sulle quali fare un salto; molte di esse erano usate in passato come luoghi di detenzione per gli schiavi ‘recalcitranti’. Changuu è conosciuta per la sua estesa famiglia di tartarughe giganti, altre isole presentano interessanti rovine dove si può andare a curiosare, mentre altre ancora sono deliziosamente prive di alcunché da fare. Immediatamente al largo della città di Zanzibar si trovano numerosi minuscoli isolotti, molti dei quali sono circondati da attraenti barriere coralline.

Isola di Zanzibar

Informazioni sul territorio

Zanzibar e’ un isola collinosa lunga 85 km da Nord a Sud e circa 30 km da Est a Ovest. La popolazione è maggiormente concentrata da Nord, a Nord-Ovest e a Ovest dove il terreno è più fertile. La costa Orientale è più arida e abbonda di roccia corallina poco adatta all’agricoltura, ma più sfruttata per il Turismo. Sul versante Est invece, la popolazione locale si dedica alla pesca, e quasi tutti i villaggi della zona sono abitati da pescatori.
Zanzibar è una delle mete più ambite dal Turismo Internazionale, e lo dimostra la presenza sempre più crescente di strutture alberghiere e di servizi. Per fortuna ci sono ancora aree protette in cui è vietata la pesca e per accedere bisogna pagare una tassa governativa. Alcune di queste aree sono state dichiarate Patrimonio dell’Umanità. Unguja è il vero paradiso terrestre, con le sue spiagge bianche, il mare puro e cristallino e le foreste impenetrabili dell’entroterra nelle quali pochi hanno avuto la fortuna di addentrarsi alla scoperta di villaggi che ancora oggi non hanno la corrente elettrica e le case sono costruite con fango e acqua piovana. E proprio in queste case vivono famiglie indigene ancora legate a tradizioni tribali, legate ad antico occultismo wodoo africano. Quello che non potrete mai dimenticare di Zanzibar a parte il mare, la natura e le spiagge bianche, saranno i sorrisi e l’allegria dei bambini zanzibarini! )

Regina dell’arcipelago, l’Isola di Zanzibar è un inconsueto melange dell’Africa dei vostri sogni, delle tendenze conservatrici musulmane e del fascino della zona costiera, e incanterà la maggior parte dei visitatori. La parte più interessante della città di Zanzibar, sul lato occidentale dell’isola, è Stone Town. Il suo nome può anche risultare banale, in realtà Stone Town è un posto seducente dove trascorrere un languido pomeriggio. Vagate per gli stretti vicoli e rimarrete a bocca aperta di fronte alla straordinaria architettura della città che fonde influenze arabe, indiane, europee e africane. L’elegante Beit el-Ajaib (Casa delle Meraviglie) fu ricostruita dopo il bombardamento da parte degli inglesi alla fine del XIX secolo; si dice che le sue enormi porte siano le più grandi di tutta l’Africa orientale. Beit el-Sahel (Palazzo del Museo) servì come residenza del sultano fino al 1964, quando la dinastia fu rovesciata. Attualmente è un museo dedicato all’epoca del sultanato di Zanzibar. Anche il Vecchio Forte, una massiccia struttura a bastioni costruita dagli arabi omani sul sito di una cappella portoghese, vale la pena di una visita. Al suo interno è ospitato lo Zanzibar Cultural Centre, oltre a un teatro all’aperto, una galleria d’arte e un caffè. Ci sono collegamenti giornalieri tramite aereo e traghetti giornalieri tra Dar es Salaam, sulla terraferma, e Zanzibar.

Per una meravigliosa immersione nella natura, consigliamo la Jozani Forest che ospita le rare red colobus monkey, le Sykes monkeys, il galagone, l’Ader’s duiker, la procavia e varie specie di farfalle e uccelli che potrete riprendere con la vostra videocamera. La foresta si trova 35 km circa a sud-est della città di Zanzibar, e può essere raggiunta in autobus o con un taxi a noleggio.

ALTRE METE

Menai Bay

Nella zona sud-occidentale dell’Isola di Zanzibar, vicino a Fumba a ovest e a Unguja Ukuu a est, Menai Bay è un’area di riproduzione delle tartarughe marine, ed ha numerose barriere coralline, una grande quantità di vita marina e dense foreste di mangrovie. È possibile fare snorkelling e ed escursioni sul sambuco. Possono essere organizzate gite di un giorno con partenza dal villaggio di Fumba, che si trova a sud-est dell’aeroporto.

A nord-est di Pemba

Il lontano angolo nord-orientale di Pemba è costellato di foreste, sperduti villaggi e spiagge. La spiaggia di Mbuyuni ha alcune interessanti formazioni rocciose scolpite dall’acqua. Prendete in considerazione l’ipotesi di noleggiare una bici e di dedicare una giornata all’esplorazione della zona.

Pemba

Pemba è rimasta a lungo all’ombra di Zanzibar, la sua vicina meridionale più grande e più potente politicamente. Le due città sono separate da un tratto di mare di circa 50 km, tuttavia pochi sono i visitatori che si avventurano fino a Pemba. Coloro che lo fanno, però, non rimangono delusi: l’isola è verdeggiante e collinosa, e i suoi fondali marini sono tra i migliori per le immersioni di tutto l’arcipelago. Sull’isola aleggia poi un buon odore, infatti il punto di forza della sua economia continua a essere la produzione di chiodi di garofano. E se tutto quel sole e tutta quell’acqua salata non vi soddisfano ancora, sappiate che Pemba è stata a lungo famosa per la magia voodoo e i suoi guaritori tradizionali.

ATTIVITA’

Pochi si avventurano fino all’Arcipelago di Zanzibar senza concedersi un incontro ravvicinato con le incontaminate barriere coralline davanti alle quali poter strabuzzare gli occhi. I fondali di Zanzibar, di Pemba e dei numerosi isolotti dell’arcipelago offrono tra le migliori opportunità del mondo per le immersioni e lo snorkelling. Per coloro che si sentono ancora pieni di polvere dopo settimane trascorse in viaggio, oziare per alcuni giorni su una delle numerose spiagge potrebbe essere il giusto antidoto.
Quando il vostro olfatto sarà stanco di tutto ciò che sa di pesce, concedetevi un tour delle spezie per confondere i sensi. L’arcipelago produce ancora chiodi di garofano, pepe nero, cardamomo, cannella, noce moscata, frutto dell’albero del pane, jackfruit, vaniglia e lemongrass. Coloro che sono interessati all’architettura si divertiranno a girovagare per la vecchia Stone Town, ammirando gli edifici in stile arabo, africano e coloniale. E se avete voglia di approfondire il vostro swahili, frequentate i corsi di lingua che si tengono nella città di Zanzibar, il luogo dove effettivamente ebbe origine questa lingua.

STORIA

Si pensa che i primi residenti dell’Archipelago di Zanzibar fossero delle popolazioni che parlavano la lingua bantu e che giunsero qui dalla Tanzania più di 2000 anni fa. La storia di Zanzibar è stata determinata dalla sua posizione geografica: esattamente nel mezzo delle rotte commerciali dell’Oceano Indiano, e raggiungibile sia dai commercianti sia dai coloni. I rapporti commerciali con l’Arabia e con varie zone della costa dell’Africa orientale furono avviati sin dal 700 a.C. Nei primi secoli d.C., furono fondati degli insediamenti stabili e i commercianti iniziarono a mescolarsi con la popolazione indigena di lingua bantu. Fu proprio questa integrazione che gradualmente diede origine allo sviluppo della lingua e della cultura swahili nella regione.

I rapporti commerciali tra l’arcipelago, l’Arabia e il Golfo Persico raggiunsero il loro massimo livello tra il XII e il XV secolo. Zanzibar diventò una potente città-stato, rifornendo intere parti del mondo di schiavi, oro, avorio e legno. Con i commerci con l’Oriente si diffuse anche l’islam, che si radicò in modo stabile entro la fine del XI secolo. L’arrivo dei portoghesi all’inizio del XVI secolo preannunciò la fine di questa età dell’oro e l’inizio della lotta per il controllo dell’arcipelago. Il governo portoghese fu rovesciato all’inizio del XVIII secolo dagli arabi omani, il cui potere non subì flessioni fino agli anni ’60 del XIX secolo.

Durante questo periodo la tratta degli schiavi si accrebbe rapidamente, alimentata dalla richiesta di braccia per le piantagioni del Nord e Sud America. A metà del XIX secolo, l’arcipelago era diventato il più grande deposito mondiale di schiavi della costa. Si stima che circa 600.000 schiavi furono venduti tramite Zanzibar tra il 1830 e il 1873.

Nel 1861, Zanzibar si separò dall’Oman e divenne un sultanato indipendente. Durante il regno del sultano Barghash (dal 1870 al 1888), la Gran Bretagna e la Germania si assicurarono il controllo economico sulla striscia costiera. Nel 1890, gli inglesi proclamarono la nascita di un protettorato su Zanzibar e limitarono il commercio degli schiavi. L’indipendenza fu concessa nel 1963; un anno e un colpo di stato dopo, fu firmata una dichiarazione di annessione con il Tanganica (la terraferma della Tanzania), dando così origine alla Repubblica Unita di Tanzania.

La rivolta che seguì l’indipendenza segnò il rovesciamento della classe dirigente araba, al potere da lungo tempo, da parte degli africani, che costituivano la maggioranza della popolazione.

Le rivalità tra gli abitanti dell’isola principe, Zanzibar, e la più piccola Isola di Pemba, e il conflitto tra i sostenitori e gli oppositori dell’unità con la terraferma, continuarono a proliferare. Così come sulla terraferma, i due partiti più importanti dell’arcipelago sono il Chama Cha Mapinduzi (CCM) e la parte avversa, il Civic United Front (CUF), che ha la sua roccaforte a Pemba. Le tensioni tra i due partiti raggiunsero l’apice con le elezioni del 1995 con i residenti di Pemba che si sentivano sempre più messi da parte e amareggiati.

La violenza etnica contro gli abitanti di Pemba divampata alla vigilia delle elezioni del 1995, aveva inasprito ancora di più gli animi. Il fragile periodo di calma che seguì fu di nuovo sconquassato dalle elezioni del 2000 e dalla conseguente violenza scoppiata a Pemba nel gennaio del 2001. Da allora, rinnovati sforzi al dialogo tra il CCM e il CUF hanno ripristinato un tenue periodo di pace, anche se pochi progressi sono stati fatti per risolvere i problemi esistenti. Il permanere delle tensioni ha portato ad occasionali atti di violenza, con attentati a personaggi di rilievo e ad un hotel frequentato da turisti agli inizi del 2004.

Il governo attuale ha non pochi problemi da affrontare, che dovrebbero distoglierlo dall’insana idea di applicare misure draconiane per ‘contrastare’ l’omosessualit. Le tensioni con la comunità islamica e la crisi del commercio di chiodi di garofano, uno dei settori trainanti dell’economia regionale, non lasciano presagire tempi rosei.

Nel maggio 2006 la corte di Zanzibar ha preso in esame un caso che modificherebbe la legalità del Trattato del 1964 che include Zanzibar nella nuova Repubblica di Tanzania.

AMBIENTE

La Tanzania è una repubblica dell’Africa orientale, bagnata dall’Oceano Indiano. L’arcipelago si trova a est della terraferma. L’Isola di Zanzibar è grande più o meno come Londra; Pemba, la seconda isola in ordine di grandezza, è simile in dimensioni a Parigi (ma tutte le somiglianze finiscono qui). Pemba è molto fertile, ed è inoltre uno dei maggiori produttori di chiodi di garofano a livello mondiale. Una miriade di piccole isole circondano Zanzibar e Pemba, ma spesso spariscono con l’alta marea.

Non esistono parchi nazionali all’interno dell’arcipelago, tuttavia la fauna costituita per esempio da scimmie, bassarischi e manguste è diffusa, e gli uccelli sono molto prolifici. La deforestazione è una delle maggiori preoccupazioni dell’arcipelago, visto che circa il 95% della foresta tropicale che una volta copriva Zanzibar e Pemba ora non esiste più. Le uniche aree ancora coperte da foreste sono Jozani (Zanzibar), Ngezi e Msitu Mkuu (Pemba), tutte riserve protette, oltre ad alcune macchie di foresta primaria sulle isole vicino a Pemba. La pesca con l’uso di dinamite sottopone a seri rischi l’ambiente circostante, anche se sono stati fatti dei progressi nel bloccare questa pratica distruttiva.

Il clima dell’arcipelago è tropicale e presenta un’alta percentuale di umidità. Da dicembre a marzo gli alisei soffiano da nord-est, mentre da maggio a ottobre, infuriano da sud-est. Le cosiddette ‘lunghe piogge’ cadono da metà marzo a maggio, periodo durante il quale potrebbe praticamente piovere ogni giorno; le ‘brevi piogge’ cadono tra novembre e dicembre e possono arrivare fino a gennaio.

VIAGGIO E TRASPORTI

Il viaggio

Air Tanzania gestisce sei voli settimanali tra Zanzibar e Dar es Salaam in Tanzania, mentre ZanAir e Coastal Aviation hanno voli giornalieri tra Der es Salaam, Zanzibar e Pemba. Ci sono collegamenti internazionali diretti da Zanzibar con Oman Air (via Muscat), con Ethiopian Airlines (via Addis Abeba) e Kenya Airways (via Nairobi). Se potete permettervelo, prendete in considerazione l’ipotesi di arrivare sull’Isola di Zanzibar in aereo per evitare i procacciatori di clienti al porto dei traghetti. L’aeroporto di Zanzibar si trova 7 km a sud-est di Zanzibar città. C’è una linea di autobus che collega la città con l’aeroporto, oppure poterete prendere un taxi. Numerosi sono gli alberghi di Stone Town che offrono il trasporto gratuito da e per l’aeroporto. Su tutti i voli che decollano da Zanzibar viene applicata una tassa di imbarco di US$20. Ci sono dei traghetti giornalieri che collegano Dar es Salaam e Zanzibar e tre traghetti settimanali sono in partenza (via Zanzibar) dalla terraferma per Pemba; ci sono anche alcuni traghetti settimanali che collegano Zanzibar e Pemba. Le tariffe dei traghetti includono la tassa portuale di E500.00.

Trasporti locali

All’interno dell’arcipelago non ci sono collegamenti aerei. Il collegamento tra le maggiori città dell’Isola di Zanzibar è assicurato da alcuni camioncini convertiti o dai dalla-dalla (minibus), ed è facile inoltre noleggiare auto, motorini o motociclette. In genere i prezzi sono ragionevoli e ci sono poche scocciature, anche se i guasti meccanici sono abbastanza comuni, così come gli incidenti. Considerando le ridotte dimensioni dell’isola, spesso è più facile, e non poi così dispendioso, semplicemente pattuire una cifra con il tassista di turno. Potrete anche noleggiare una bicicletta, se vi sentite in forma, oppure organizzare delle escursioni nei dintorni dell’isola tramite un operatore turistico.

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